Seleziona una pagina

Seguire i Municipi ed il Decentramento

La Città di Roma nel primo periodo unitario contava poco più di 150.000 abitanti.

Nell’arco di questi 156 anni la popolazione ha raggiunto quasi i 3 milioni. Aree che allora nemmeno esistevano urbanisticamente oggi sono considerate geograficamente centrali, basti pensare all’area della Piramide Cestia, ma anche a rioni come Testaccio o quartieri come Trionfale.

Tuttavia, da allora, gli strumenti amministrativi a disposizione della città sono rimasti pressoché invariati anche se la Città non solo si è espansa internamente ma ha anche generato una forte relazione con la propria regione e con l’intero arco latino.

Sul fronte delle riforme istituzionali, dunque, Roma si dovrà concentrare su una interdipendenza crescente per quanto riguarda il rapporto tra la città ed il suo hinterland; a questo scopo proponiamo un delegato all’interno della segretaria romana incaricato dei rapporti tra Roma e la sua provincia, in una vera ottica politica di città metropolitana.

Al tempo stesso tocca riflettere su quale ruolo attribuire ai Municipi. Comprendendo nella migliore delle ipotesi oltre 130.000 abitanti, i singoli Municipi di Roma si trovano il più delle volte a ricoprire estensioni territoriali e ad ospitare un numero di abitanti maggiore rispetto a quelli di comuni capoluogo di provincia. Con la differenza che se un comune di 130.000 abitanti ha tutti gli strumenti politico-istituzionali per risolvere le tante problematiche legate alla città e per dare una pronta risposta alle esigenze della cittadinanza, oggi i Municipi di Roma, pur partendo da situazioni analoghe, non sono in questa condizione a causa della scarsità di competenze e per l’assenza di un bilancio autonomo.

Occorre altresì segnalare quanto sia dannosa la gestione della giunta Raggi in merito al tema del decentramento amministrativo: la sistematica non considerazione degli enti di prossimità quali soggetti istituzionali degni di rispetto perfino per le poche attività di reale competenza, ad esempio le politiche sociali, rischia di spingere tali essenziali compiti istituzionali in una zona di completo oblio, con un danno enorme per la popolazione.

La nostra idea dunque si basa su un potenziamento degli enti municipali, che tenga conto anche di forme flessibili, sulla falsariga del precedente del 2011 per l’attuale Municipio X. Non necessariamente tutti i territori devono avere le stesse competenze ma possono crearsi casi in cui alla competenza sul lungomare per un territorio come Ostia si possa accostare una maggior capacità di intervento del I Municipio nell’ambito delle politiche del turismo. Il tutto in un sistema in cui i Municipi di Roma dispongano di un bilancio proprio, aspetto che consentirebbe una migliore programmazione di tipo amministrativo e a livello di personale, sullo schema degli arrondissement parigini.