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Seguire i Circoli

I circoli sono per il Partito Democratico un’eredità prestigiosa e un motivo di differenza profonda con le altre organizzazioni politiche. Purtroppo questa specificità è stata a lungo trascurata. La stagione commissariale, strumentalizzando il rapporto Barca, ha imposto un’insostenibile riduzione dei luoghi di discussione. Chiusure e accorpamenti sono stati realizzati senza rendere conto agli iscritti dei loro presunti effetti virtuosi e hanno dato vita ad una lunga e sgradevole vicenda giudiziaria. Noi pensiamo che le sezioni siano il cuore del PD e che debbano essere presenti in tutta la città, non soltanto in pochi punti ritenuti, chissà con quale criterio, “strategici”. È impensabile accentrare tutta la vita politica di un municipio in un solo circolo territoriale al comando e qualche sezione dalla funzione, a quel punto, per niente chiara: non possiamo fingere di ignorare che i municipi romani, per dimensioni e disomogeneità, sono paragonabili ai maggiori capoluoghi italiani. Crediamo che le fusioni forzate vadano sospese, che le sezioni debbano avere tutte pari dignità e dunque essere tutte luoghi di tesseramento, che si debbano aiutare quelle comunità che si riconoscevano in un circolo ora chiuso a recuperare la propria autonomia, ovviamente nel limite ultimo della sostenibilità economica.

                                                                          

Affinché le sezioni non siano solamente punti di incontro ma vero strumento politico, bisogna che i cosiddetti circoli territoriali si costituiscano come coordinamenti municipali. La nostra proposta in questo senso è che il coordinamento di ogni municipio sia composto dai segretari e che a capo di tale coordinamento i segretari eleggano tra loro un primus inter pares, eventualmente anche con criteri di rotazione. Questa struttura garantirebbe un reale coinvolgimento dei circoli nella selezione della classe dirigente e una maggiore indipendenza tra il partito e gli eletti, indipendenza che lo stesso Barca sottolinea essere indispensabile per un vero rilancio del Partito Democratico.              

Infine, per recuperare vera centralità dei territori, bisogna affermare il principio della loro autonomia politica. Le liste elettorali relative ai collegi di competenza devono essere composte all’interno del coordinamento municipale, ed essere sottoscritte dal coordinatore eletto. Soltanto l’istituzionalizzazione di questo passaggio restituirà il potere decisionale al partito.

Per non cadere nuovamente in errori passati è necessaria poi la più totale trasparenza sulle proprietà e sulla gestione patrimoniale del partito romano. A questo scopo il coordinamento dei tesorieri, con funzioni di gestione e obblighi di trasparenza nei confronti degli iscritti e della cittadinanza, risulterà indispensabile. È infine necessario pubblicare i bilanci di tutti i circoli sul sito della federazione, anche per far emergere l’esistenza, o meglio la persistenza, dei circoli/comitati elettorali legati al singolo eletto: esattamente quelle situazioni che il rapporto Barca ha evidenziato e che il commissariamento avrebbe dovuto eliminare ma che, guarda caso, sono ancora una realtà nella città.